camaleonte calyptratus

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CAMALEONIDI O CAMALEONTI (famiglia Chamaeleonidae), che vengono considerati discendenti degli Agamidi e di cui sono note forme fossili risalenti al cretaceo, si distinguono, oltre che per la già citata capacità di mutamento cromatico, per numerose altre caratteristiche peculiari, prima fra tutte la spiccata mobilità degli occhi, capaci di muoversi indipendentemente l'uno dall'altro e protetti da una palpebra emisferica, ricoperta di squame, al centro della quale (in corrispondenza dell'iride) si apre una piccola fessura rotonda.
La lingua, ingrossata all'estremità e claviforme, è oltremodo estrofiessibile,lunghissima (quando è completamente estesa, in tálune specie può raggiungere una lunghezza pari a quella complessiva del corpo) e ricca di cellule viscose, per cui costituisce un'arma efficacissima per catturare le prede anche a grande distanza.
Altre peculiarità anatomiche sono caratteristiche d'adattamento alla vita arboricola: le dita anteriori e posteriori, ad esempio, sono suddivise in due gruppi, formati rispettivamente da 2 e da 3 elementi saldati l'uno all'altro (nella mano il gruppo tridattilo è rivolto internamente, nel piede è esterno), e vengono in tal modo a costituire una sorta di tenaglia con cui gli animali si aggrappano ai rami.
Anche la coda funge da organo prensile e non è perciò suscettibile, come invece in molti Sauri, di autotomia e successiva rigenerazione: costituiscono un'eccezione al riguardo le Brookesia, la cui coda ha perduto la capacità prensile conservando la sola mobilità.
La capacità di mutamento cromatico dei Camaleonti è tuttavia meno spiccata di quanto si creda comunemente: ogni specie dispone infatti solo di determinate tonalità cromatiche, per cui l'una manca, ad esempio, di quelle verdi e l'altra di quelle rosse.
Sebbene essi possano adattare, con una perfezione spesso sorprendente, la propria colorazione a quella dell'ambiente circostante, i mutamenti cromatici dipendono non tanto dalla necessità di mimetizzarsi, quanto piuttosto da altri fattori, climatici fisiologici, e soprattutto dallo stato psichico del singolo individuo: un Camaleonte irritato o che si appresta ad aggredire un rivale, ad esempio, presenta colorazione e disegno diversi da quelli di un compagno in non buone condizioni fisiche o che si sente prevaricato; le femmine in procinto di deporre le uova (per citare un altro esempio) hanno talvolta una livrea vivacissima.
Questi Sauri cambiano inoltre la propria colorazione a seconda delle condizioni di luce, per cui durante il dì assumono tonalità sovente molto intense, mentre di notte appaiono chiarissimi; in molti casi, il mutamento cromatico è legato a modificazioni dell'aspetto esteriore: taluni Camaleonti sono infatti soliti rigonfiarsi, per cui il loro tronco, altrimenti alto e compresso ai lati, diviene quasi sferico; altre specie sollevano invece i grandi lobi dermici che recano sul capo.
CARATTERISTICHE: Tipici animali arboricoli, i Camaleonti si trattengono tuttavia anche su cespugli e tra la vegetazione del sottobosco, mentre talune specie che vivono in territori aridi, poveri di flora, e le Brookesia trascorrono gran parte del tempo addirittura a terra.
Tutti si spostano con movimenti lenti e circospetti, dondolandosi avanti e indietro al fine di rendere indistinti i contorni del corpo, per cui sembrano foglie agitate dal vento; anche nel compiere balzi dimostrano di possedere una ben modesta agilità, tanto che in caso di pericolo alcune specie si lasciano cadere semplicemente a terra.
In genere i Camaleonti sono legati a un ben preciso territorio personale che difendono non solo dai compagni, ma anche da individui appartenenti ad altre specie, e sono inoltre dotati di una spiccata stanzialità che li porta a rimanere fedeli, sovente per lungo tempo, a un determinato albero o cespuglio.
Al mattino, abbandonati i luoghi (anche questi fissi) ove hanno trascorso la notte, muovono alla ricerca di un punto elevato in cui riscaldarsi ai raggi del sole; quando la loro temperatura corporea ha raggiunto valori ottimali, e soltanto allora, si preoccupano di reperire il cibo, portandosi a tal fine in una località adatta, ove rimangono in agguato delle prede.
Allo stato libero, questi Sauri si nutrono dei più diversi artropodi, mostrando peraltro una particolare predilezione per ogni sorta di locuste; in terrario, anche di vermi della farina, di bruchi e talvolta addirittura di lombrichi e millepiedi.
Un Camaleonte allevato nell'Istituto di zoologia di Vienna non esitava, allorché d'estate veniva portato all'aperto, a catturare le stesse vespe, che afferrava per il capo, recidendolo con un morso mentre aveva cura di tenere lontana dalla bocca l'estremità del corpo, armata del temibile pungiglione, che divorava solo dopo aver ucciso la preda.
Le specie più grandi si cibano anche di vertebrati, da sauri di ridotte dimensioni a giovani topi; tutte coprono il loro fabbisogno idrico con la rugiada raccoltasi sulle foglie, mentre in terrario si dissetano anche da ciotole colme d'acqua, in cui immergono la lingua, estrofiettendola appena e lentamente.